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Musei

Fondazione Palazzo Coronini Cronberg onlus

Friuli venezia Giulia

Viale XX Settembre, 14
34170 Gorizia (GO)

Tel. 0481 533485

E-mail: info@coronini.it
Sito Web: www.coronini.it


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DESCRIZIONE

Il palazzo è appartenuto ai conti Coronini Cronberg, di origine bergamasca, il cui ultimo discendente, il conte Guglielmo Coronini, uomo di grande sensiblilità artistica e appassionato studioso e collezionista, è stato per Gorizia un personaggio di spicco. Dal 1990 il palazzo, circondato da un parco all’inglese di cinque ettari, e le collezioni d'arte sono gestite dalla Fondazione Palazzo Coronini Cronberg onlus, l'ente morale sorto per volontà testamentaria di Guglielmo Coronini. Nelle sale, arredate soprattutto con gusto settecentesco, si possono ammirare mobili in ebano e tartaruga, avorio e lapislazzuli, specchi dorati, cineserie, quadri di antichi maestri come Tiziano, Tintoretto, Rubens, J. Van Ruysdael e poi ancora importanti nomi della pittura del XVII e XVIII secolo come Bernardo Strozzi, Vittore Ghislandi, Alessandro Magnasco, Rosalba Carriera e Antonio Joli. Non mancano rappresentanti dell'Ottocento italiano (Pompeo Mariani, Guglielmo Ciardi, Angelo Inganni, Antonio Rotta), austriaco (A. Hans Schram, J. Mathias Trenkwald) e francese (Leon Richet e Eugene Boudin). Fra le arti decorative si incontrano preziose porcellane di Vienna, Capodimonte e Meissen; pizzi e merletti, abiti d'epoca, armi, tappeti, argenti, vetri e cristalli, monete e medaglie, reperti archeologici, orologi e gioielli, disegni e stampe (fra cui Rembrandt, Durer, Tiziano, Carracci, Callot, Rosa, Bartolozzi, Goltzius e van Leyden). Altrettanto ricco il patrimonio archivistico, composto da decine di migliaia di documenti, pubblici e privati, che spaziano dal XIII e XX secolo.

La Biblioteca

Conta oltre 23.000 volumi. Oltre a preziosi salteri, pergamene e manoscritti, la raccolta comprende incunaboli, cinquecentine, testi del XVII e XVIII secolo, volumi ottocenteschi e testi classici del Novecento, saggi di giurisprudenza, storia, agronomia e storia dell'arte in lingua italiana, tedesca, francese e inglese.
Fra i libri piuttosto rari troviamo una delle prime edizioni delle “Memoires” di Casanova e un esemplare della celeberrima “Encyclopédie” di Diderot e D’Alembert (edizione del 1773). Tra gli otto splendidi incunaboli, infine, c’è il testo divinatorio “Chiromantia” di Francesco degli Allegri e il “Parthenice” di Battista Mantovano, esemplari considerati – al momento – unici tra le biblioteche italiane.

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